Charles Bukowski: “Le parole”

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Foto:Kiyo Murakami

Le parole non hanno occhi né gambe, 
non hanno bocca né braccia, 
non hanno visceri
e spesso nemmeno cuore,
o ne hanno assai poco.

Non puoi chiedere alle parole 
di accenderti una sigaretta
ma possono renderti più piacevole il vino.

E certo non puoi costringere le parole
a fare qualcosa che non voglion fare.
non puoi sovraccaricarle
e non puoi svegliarle quando decidono di dormire.

Qualche volta gli scrittori 
si uccidono
quando le parole li lasciano.
Altri scrittori
fingeranno di averle ancora
in pugno
anche se le loro parole
sono già morte e sepolte.

Le parole sono 
uno dei più grandi 
miracoli al mondo,
possono illuminare 
o distruggere menti, 
nazioni,
culture.
Le parole sono belle
e pericolose.

Se vengono a trovarti,
te ne accorgerai
e ti sentirai
il più fortunato
della terra. Nient'altro avrà più 
importanza
e tutto sembrerà importante.

Ti sentirai
il dio sole,
riderai del tempo che fugge,
ce l'avrai fatta,
lo sentirai
dalle dita 
fino alle budella,
e sarai diventato,
finché 
dura,
un fottutissimo scrittore
che rende possibile 
l'impossibile,
scrivendo parole,
scrivendole,
scrivendole.

Charles Bukowski

Dedicato ad uno dei miei lettori che ancora non “sa”  di essere un grande scrittore! Oppure lo  terrorizza!

4 pensieri su “Charles Bukowski: “Le parole”

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