La catena di montaggio di Ford

[Almanacco]

Operai in fila lungo un nastro trasportatore che ripetono gli stessi gesti a un ritmo cadenzato. Funziona così la catena di montaggio introdotta per la prima volta nelle fabbriche da Henry Ford il 1° dicembre del 1913.Il mercato automobilistico è in fermento con una sempre crescente domanda di autoveicoli. In questo scenario, il fondatore della casa statunitense trova la risposta più efficace nelle teorie dell’ingegnere Federick Taylor, che nel suo Principi del management scientifico  esponeva  la sua ricetta per rendere più efficiente la produzione industriale.
Fondamento della sua teoria, che la storia battezzerà come Taylorismo, è la divisione dei ruoli degli operai, a ognuno dei quali è assegnato un preciso movimento che si ripete sempre uguale e in un tempo predefinito. Principi che Ford traduce con l’introduzione della catena di montaggio.Il risultato è sorprendente: un netto dimezzamento dei tempi di assemblaggio. Di qui il metodo viene esteso a tutta la filiera di produzione e il primo modello a inaugurarlo è la Ford Model T. E’ con essa che nasce il Fordismo, ossia la produzione di massa che in poco tempo sarà assimilata dalle maggiori compagnie industriali di tutto il mondo. Se l’economia sembra trarre solo benefici dalla catena di montaggio, lo stesso non può dirsi per i lavoratori che si vedono condannati a una condizione di forte stress e alienazione.

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