Il primo omicidio politico filmato della storia

Alessandro Karađorđević  primo re di Jugoslavia. 17/10/1934

Re Alessandro I di Jugoslavia e Louis Barthou (ministro degli Esteri francese), il giorno del loro assassinio per mano di  Vlado Chernozemski, 1934.
Re Alessandro I di Jugoslavia e Louis Barthou (ministro degli Esteri francese), il giorno del loro assassinio per mano di Vlado Chernozemski, 1934.

Dopo l’assassinio del principe di Serbia Mihailo III Obrenović, il suo successore Milan IV, nel maggio del 1868, fece inserire nella costituzione una norma che prevedeva l’esilio per la famiglia rivale Karađorđević e la confisca di tutti i suoi beni, poiché sospettata di aver progettato l’attentato.

L’11 giugno 1903 venne messo in atto il colpo di Stato che vedeva impegnati gli alti gradi dell’esercito serbo per deporre il re Alessandro Obrenović a causa dell’instabilità dinastica seguita al matrimonio con Draga Mašin: i sovrani furono uccisi e il Parlamento serbo designò il principe Pietro Karađorđević nuovo Re di Serbia.

Terminato il conflitto mondiale, il 1º dicembre 1918, Alessandro ricevette una delegazione del Consiglio nazionale del neonato Stato degli Sloveni, Croati e Serbi che gli chiedeva di annettere la loro nazione che non godeva di alcun riconoscimento internazionale al Regno di Serbia. Alessandro accettò, e quello stesso giorno nacque il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni di cui re Pietro I accettò la corona.

Nell’agosto del 1928 il deputato nazionalista serbo Puniša Račić, ferì a morte il collega del Partito Contadino Croato Stjepan Radić: l’episodio creò una forte instabilità politica e diede il via a numerosi conflitti interetnici. Il 6 gennaio 1929, quando la situazione gli parve insostenibile, Alessandro sciolse il parlamento, revocò la Costituzione ed instaurò una dittatura personale (denominata “dittatura del sei gennaio” – Šestojanuarska diktatura). Furono vietate tutte le organizzazioni politiche, sindacali e religiose, fu imposta la censura alla stampa. Venne creato un tribunale speciale per la difesa dello Stato che perseguiva tutti i reati politici, la lesa maestà e i comportamenti anti-nazionali; particolarmente sorvegliati furono gli aderenti al Partito comunista.

Il 6 ottobre, Alessandro si imbarcò alla volta di Marsiglia dove sbarcò alle quattro del pomeriggio, accolto dal Ministro degli esteri francese Louis Barthou. I due salirono a bordo di una vettura Delage scoperta. Alle quattro e un quarto del pomeriggio, Vlado Černozemski, appartenente all’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone che mirava all’indipendenza della Macedonia dalla Jugoslavia, si avvicinò alla vettura reale, si aggrappò alla fiancata e svuotò il caricatore della sua Mauser C96 sul re e sul ministro Barthou. Immediatamente gli agenti di scorta aprirono il fuoco all’impazzata, e Černozemski fu ucciso. Alessandro, alle cinque, perse conoscenza e morì. Il ministro Barthou fu trasportato all’ospedale Hôtel-Dieu dove si spense il giorno successivo: l’autopsia mostrò che le pallottole che lo uccisero erano quelle sparate dalla polizia francese.

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