Storia – Ellis Island e la quarantena degli italiani

Immigrati italiani arrivo a Ellis Island, New York, 1905 - Lewis Hine
Immigrati italiani arrivo a Ellis Island, New York, 1905 – Lewis Hine

NEW YORK – Ellis Island, l’isola-avamposto nel porto di New York di fronte alla Statua della Libertà, il primo lembo di suolo americano dove venivano tenuti in quarantena coloro che chiedevano di entrare negli Stati Uniti come emigranti. In pratica una struttura antesignana dei nostri odierni Cpt, i Centri di permanenza temporanea istituiti nel nostro Paese per fronteggiare gli afflussi di immigrati provenienti dal Nordafrica.

Chi all’epoca arrivava ad Ellis Island – furono 12 milioni fra il 1892 e il 1924 – trovava subito ad aspettarlo una dura selezione che rispediva indietro malati e “poco intelligenti”.

Il 17 aprile 1907 fu un giorno da record: si toccò una cifra di sbarchi non più raggiunta negli anni successivi. È rimasta una data simbolo, per ricordare quanto hanno vissuto oltre 25 milioni di italiani che complessivamente – diretti verso i cinque continenti – hanno lasciato la patria fra la metà dell’800 e la metà del ‘900.

1699430435 Cento anni fa record di immigrati a New York. Immigrati europei appena sbarcati a Ellis Island ai primi del '900 Ispezione sanitaria per i nuovi immigrati, Ellis Island, New York, 1920 italiani-in-fuga

A mia memoria, c’erano due luoghi di sbarco: uno per gli italiani e gli africani e l’ altro per il resto del mondo. Tanto per ricordarlo ai vari “giovanardi” italioti  e ai movimentisti puri secondo cui l’immigrazione “non è da programma”.

11 pensieri su “Storia – Ellis Island e la quarantena degli italiani

  1. Il fatto che l’Italia, da sempre, sia stata un Paese di emigranti, rende ancora più vergognosamente idiota la legislazione italiana della coppia.Forza Italia.Lega, nei confronti dei migranti da altri Paesi verso le nostre coste.

      1. Si….i brividi mi son venuti, come spesso mi capita davanti a capolavori dell’arte, o a concerti dall’impatto emotivo molto forte…comunque non sono svenuta 😉

  2. Con l’aggravante che si era, allora, ai primi del secolo scorso e che noi si fuggiva dalla fame, forse per un sogno di diventare ‘qualcuno’! E l’America non era paragonabile con i suoi vasti spazi. ERa un Paese tutto in divenire.
    Qui è stata innescascata la politica della paura. Paura che rubino il lavoro, che abbiano dei privilegi, che quasi tutti siano degli scasafatiche e terroristi nel dna.
    Una politca becera che cura il suo orticello.
    Come non vedere che oggi, si fugge da guerre interne che spazzano via famiglie intere, i bambini vengono usati come bombe, le bambine violate. e quello zero, zero percento di sopravvivere a morte certa è l’unica ragione che li spinge lontano.

    Davvero la nostra comunità a così tanto da piangere.

    shera25aprilealmenopernoifùLiberazione

  3. tramite internet ho poootuto conoscere parenti chein passoto sono partiti in cerca di fortuna e rinpiangono la mancanza del calore della famiglia e dei paesi che hanno abbandonato

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