L’UNIONE SOVIETICA E LA STRANA ABITUDINE DI CANCELLARE LE PERSONE

Questa è una foto famosa, con i cosmonauti del programma Vostok riuniti al gran completo. Venne scattata a Sochi, sul mar Nero, nel maggio del 1961. I cosmonauti, i dirigenti e altro personale del programma si recarono lì in vacanza premio dopo il grande successo del volo di Gagarin, il 12 di aprile di quell’anno. Al centro c’è l’ingegnere capo, Sergey Pavlovich Korolev. Alla sua sinistra stanno Karpov, direttore del programma di addestramento, e Nikitin, istruttore di paracadutismo. Alla destra di Korolev ci sono Gagarin, con la cravatta, e Nikolayev. In seconda fila, da sinistra verso destra, stanno Popovich, Titov e Bykovsky.Tra Popovich e Titov c’è uno strano vuoto però, sembra proprio che si siano disposti male.

Qua sotto potete vedere la foto originale. Fra Titov e Popovich c’è qualcuno. Quel qualcuno è Grigori Nelyubov.

  Grigori Nelyubov è il nome di un cosmonauta scomparso nel nulla. Questo accadde a causa dell’inveterata abitudine sovietica di pretendere che la memoria di qualcuno potesse essere cancellata se quel qualcuno era fonte di imbarazzo.Grigori Grigoyevich Nelyubov era pilota di caccia MiG-19 nell’aviazione della Marina quando nel 1960 fu scelto per partecipare al programma Vostok, il primo lancio di cosmonauti nello spazio. Fu designato pilota di riserva per le missioni Vostok 3 e 4.Non ebbe mai occasione di portare la capsula Vostok fuori dall’atmosfera. E non rimase a lungo nel programma spaziale. Il 27 di marzo del 1963 Nelyubov e altri due cosmonauti  Anikeyev e Filatyev – venivano fermati dalla Milizia nella stazione della metro di Chkalovskaya, a Mosca. Erano ubriachi e stavano combinando un discreto macello.I poliziotti che li fermarono dovevano essere persone pazienti e di buon cuore. Si dissero disposti a chiudere un occhio sulla faccenda, nonostante il caos provocato dall’ubriachezza dei tre. In cambio chiesero che i cosmonauti sbronzi si scusassero. Filatyev e Anikeyev erano più che contenti di scusarsi  non gli  sarà sembrato vero di cavarsi d’impaccio così facilmente. Ma non ci fu modo di smuovere Nelyubov.La notizia arrivò agli ufficiali che comandavano il corpo dei cosmonauti. Il 17 di aprile i tre cosmonauti venivano espulsi. Nelyubov tornò al servizio attivo nell’aviazione, presso un reparto di caccia stanziato nell’estremo oriente sovietico, vicino a Vladivostok. Insomma, lo spedirono in mezzo al nulla. L’ex cosmonauta cadde in depressione e prese a bere sempre di più. All’alba del 18 di febbraio del 1966 Nelyubov stava vagando nei dintorni della stazione di Ippolitovka. Lì fu travolto da un treno. Le indagini stabilirono che si trattò sicuramente di un suicidio.

[ Via: cosesovietiche.blogspot.it ]

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