André Derain

Pittore francese fu tra le figure più significative del fauvismo

André Derain - Tutt'Art@ (1)

Nel 1905 Gustave Moreau e decise di raggruppare alcune delle loro opere nella sala centrale del Salon d’Automne di Parigi  in modo da amplificare l’effetto dirompente delle loro singolarità. Il critico d’arteLouis Vauxcelles definì la sala come una “cage aux fauves” cioè una “gabbia delle belve”, per la “selvaggia” violenza espressiva del colore, steso in tonalità pure. Gli artisti presenti nella stanza centrale del Grand Palais erano Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck, Henry Manguin e Charles Camoin. Rispetto agli altri pittori fauve, Derain è più misurato, più luminoso, più sereno. tuttavia, non si distacca dall’estetica fauve: i colori caldi e freddi sono accostati in modo molto contrastante, stesi con pennellate larghe, pastose e libere.I Fauves furono attivi solo fino al 1908. Gravissima perdita per l’arte e la cultura per da spazio al successo del cubismo, visto come desiderio della forma e di una organizzazione maggiore che ponesse un freno all’assoluta libertà del colore.

André Derain - Tutt'Art@ (7) André Derain - Tutt'Art@ (29) André Derain - Tutt'Art@ (33) André Derain - Tutt'Art@ (38) André Derain - Tutt'Art@ (40) André Derain - Tutt'Art@ (55) André Derain - Tutt'Art@ (58) André Derain - Tutt'Art@ (67) André Derain - Tutt'Art@ (70) André Derain - Tutt'Art@ (88) André Derain - Tutt'Art@ (89) André Derain - Tutt'Art@ (97) André Derain - Tutt'Art@ (105) André Derain by Henri Matisse  1905 - Tutt'Art@ Ponte-di-Waterloo-Bridge-Andre-Derain-fauvismo

Antropologia fotografica

In ogni cultura è visibile una molteplicità di segni inscritti sui corpi. Lo stile dei gesti e dei movimenti, l’abbigliamento, gli ornamenti e le deformazioni del corpo costituiscono veicoli visuali dell’espressione culturale.

22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_5

La ricchezza dell’ esperienza offerta dal lavoro fotografico-antropologico, la  natura concreta e dialogica della stessa, vengono rievocate da immagini che  conservano una dimensione emotivamente potente ed efficace.

La fotografia avvicina osservatore e osservato in una comunicazione e interazione che non è altro che uno scambio di visuali: il ricercatore può vedere le cose dal punto di vista del soggetto a cui rivolge la sua osservazione, dei suoi vissuti e, soprattutto, della sua visione (o meglio, percezione) del mondo.

22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_4 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_6 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_3 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_2 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_1 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_7 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_21 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_17 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_18 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_14 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_11 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_12 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_13 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_8 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_9 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_10 22-World-Wide-People-Photographs-You-Didn’t-Know-About_22

Sindrome da selfie: origine e sintomi

Foto a tutti i costi 

bad-timing-selfies-0

 

Premessa

Per sindrome narcisistica di personalità si intende un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento). Necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

Il soggetto:

– ha un senso grandioso di importanza;

– è assorbito da fantasie di illimitati successo, potere, fascino, bellezza, e di amore ideale;

– crede di essere “ speciale ” e unico;

– richiede eccessiva ammirazione;

– ha la sensazione che tutto gli sia dovuto;

– tende a mostrarsi affascinante, imprevedibile e seduttivo

– non accetta le critiche a cui reagisce con veemenza

bad-timing-selfies-2 bad-timing-selfies-3 bad-timing-selfies-4 bad-timing-selfies-6 bad-timing-selfies-1 bad-timing-selfies-8 bad-timing-selfies-11 bad-timing-selfies-12 bad-timing-selfies-15 bad-timing-selfies-21 bad-timing-selfies-22 bad-timing-selfies-23 bad-timing-selfies-24

Gli studi (http://www.bestcomputerscienceschools.net/selfies) condotti sul legame esistente tra narcisismo ed i comuni  comportamenti tenuti sui social media(SM) come ad esempio  il selfie (definito dall’Oxford Dictionary come: “una fotografia che una persona ha fatto di se stessa, normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social media”),  gli aggiornamenti di stato, i post e i commenti mostrano che:

  • Le persone che utilizzano di più i social media comeFacebook , sono anche le stesse che tendono maggiormente a ricevere diagnosi di disturbo narcisistico di personalità o a soffrire di insicurezza
  • Quelli con i  più alti punteggi nelle scale di valutazione del narcisismo, sono proprio coloro che aggiornano frequentemente il proprio stato, postano fotografie di sé e pubblicano frasi finalizzate a glorificarli (su un campione di users dai 18-25 anni valutato tramite il Narcissism Personality Inventory ed il Rosenberg Self-Esteem Scale).

La macabra tradizione di epoca vittoriana: le foto post mortem.

Dopo l’avvento della fotografia la gente iniziò a farsi fotografare assieme ai defunti per avere un ricordo indelebile di essi. Gli studi fotografici dell’epoca si organizzarono di conseguenza, organizzando le pose delle foto post mortem.

wtf_oddities_from_the_past_03

wtf_oddities_from_the_past_06

Le foto post mortem furono particolarmente in voga nell’Epoca vittoriana, ove il tasso di mortalità infantile era molto elevato e non di rado le fotografie post mortem erano l’unica foto che i genitori avevano dei loro figli.

709871298549051tintype zezr10

Questo aspetto spiegherebbe perché i soggetti siano per lo più ritratti come se ancora fossero in vita; con gli occhi aperti, o così dipinti, o addirittura impegnati in piccole attività quotidiane. La successiva invenzione delle carte da visite, cioè delle foto-ritratto che consentivano di stampare più copie da un unico negativo, permise che le immagini fossero inviate ai parenti in ricordo dei defunti.(testo: wikipedia)

#Monocle

Una coppia lesbica alla discoteca Le Monocle di Parigi, 1932

tumblr_n0l8tqLpQQ1s7e5k5o1_500
[ Via civillyunioned ]

Le Monocle era un noto bar per lesbiche nel quartiere Montmartre di Parigi,  aperto dal 1920 fino ai primi anni del 1940.

Durante il 1920, Parigi si guadagna una certa reputazione per la varietà delle sue opzioni notturne e per il suo atteggiamento semplice e gratuito verso la vita in generale. Come risultato, fiorirono velocemente molti locali notturni gay. Tra questi vi era Le Monocle, aperto da Lulu de Montparnasse,  e accreditato come  uno dei primi e certamente il più famoso dei locali notturni per lesbiche.

Il nome Le Monocle deriva da una moda allora in auge: le donne che si identificavano  come lesbiche portavano un monocolo e un garofano bianco all’occhiello per indicare le proprie preferenze sessuali.

#profilattico

Risale al 1640 il più antico profilattico realizzato con l’intestino del maiale. Rinvenuto a Lund in Svezia, il preservativo “riutilizzabile” è completamente intatto, come il suo manuale originale  scritto in latino: Cavemus  Circo Cagna.  Tra le indicazioni in esso contenute vi è quella di immergere il condom nel latte caldo prima dell’uso, in modo da ostacolare la trasmissione delle malattie. L’antico ritrovato  è oggi  esposto in un museo austriaco.

preservativo

M5s, gaffe nel video di addio di Paola Taverna.

La senatrice Paola Taverna  si congeda da capogruppo del Movimento 5 Stelle con questo video “Grazie Paola!”

  • Incipit emozionante,struggente…
  • Frasi ad effetto“…allora cominciamo a rispettare la legge…”…
  • Poi la grandissima cazzata, recupero della macchina parcheggiata sulle strisce pedonali!

taverna

Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia….e va a cagare sull’albero delle scimmie.