Macerata- Good Night, and Good Luck

Dice che in America il faro della democrazia e sull’eventuale malaffare politico è rappresentato, ininterrottamente da 200 anni, dalla stampa libera. Bene, sto ancora aspettando un giornale italiano, uno solo, che scriva delle similitudini di attacco( sebbene ridimensionato) tra Macerata, Londra, Bruxelles, Parigi. Sto ancora aspettando un politico italiano, uno solo, che chiami le cose col proprio nome, senza eufemismi o arzigogoli para linguistici. Nel frattempo, tuttavia, si assiste a un lungo, inesorabile processo di dissolvenza dell’italica cultura.
“Good Night, and Good Luck”, diceva Edward R. Murrow mentre spulciava e sputtanava pubblicamente le liste di proscrizione dei simpatizzanti filo-comunisti preparate durante la caccia alle streghe del maccartismo. Sto ancora aspettando Murrow.

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Loui Jover, l’acrilico, i vecchi giornali, le donne.

Loui Jover è un artista australiano le cui opere hanno la particolarità di essere realizzate su pagine di vecchi giornali e  libri d’epoca.  Stile, originalità e grande intensità psicologica caratterizzano i volti femminili ‘mentalizzati’  e dipinti  in immagini ricche di energia e introspezione.  Vibrante!

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L’ultimo bacio.

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra
(Gianni Rodari)

 

 

 

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Porgete attente

l’orecchie; e il fato,

che vi sta sopra, o re fanciulli, udite.

Dell’innocente

sangue versato

in scellerata guerra

conta il cielo le stille, e le schernite

lagrime tutte della stanca terra.

(Vincenzo Monti)

 

 

Il dottor Eugene Lazowski e la falsa epidemia di tifo che salvò 8000 ebrei polacchi.

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Eugene Lazowski era un medico polacco della seconda guerra mondiale. Un uomo come tanti: cattolico, una moglie, dei figli, un cane e un lavoro per la Croce Rossa nella città di Rozwadow (villaggio del sud-est polacco dove viveva una numerosa comunità ebraica). Aveva anche un amico, il dottor Stanisław Matulewicz, il quale fin dai tempi dell’Università,  aveva scoperto che iniettando a una persona sana un “vaccino” di batteri ‘inattivi’, quella persona sarebbe risultata positiva al  test  del  febbre tifoide senza sperimentarne né i sintomi né le mortali conseguenze. Così, semplicemente, maturano un piano per salvare dallo sterminio nazista una dozzina di villaggi nelle vicinanze di Rozwadów:  ‘infettare’ più gente possibile, ebrei e non, di età e condizione sociale diversa, nel minor tempo possibile. Funziona! Il Terzo Reich mette in quarantena tutta la regione.3

Un piano perfetto che è riuscito a salvare la vita di 8.000 polacchi, la maggior parte dei quali ebrei.

 Un idea semplice ma ardita ed eroica di due uomini che la storia, almeno quella ufficiale, si è semplicemente dimenticata.

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Potente,esplosiva sinergia di colore, di luce elegantemente  a metà tra il concreto e l’onirico, tra il reale ed il surreale, tra il passato e il presente. Psicoanalitico.

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Donne  morbide, attraenti, erotiche  che si lasciano osservare da sguardi malinconici e indecisi.  Le pose sono ammiccanti , gli sguardi appesi a un punto indefinito.Serhiy Reznichenko - Tutt'Art@ - (11)

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Han van Meegeren, il più abile falsario di tutti i tempi.

Han van Meegeren fu il più abile falsario che l’Europa abbia mai conosciuto, capace di bidonare chiunque grazie a una tecnica incredibile e alla conoscenza dei più raffinati metodi di sofisticazione.

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Han van Meegeren

Da giovane venne considerato un artista fallito. Per i suoi docenti all’Accademia di Belle Arti non sarebbe mai stato un artista nel vero senso del termine. La manualità c’èra ma mancavano la genialità,meglio dedicarsi ad altro. E difatti cominciò ad apprendere le tecniche di falsificazione da Theo Van Wijngaarden, famoso restauratore e falsario operante ad Amsterdam in quel periodo. Un po’ sbruffone, van Meegeren si vantava di imitare Rembrandt e Vermeer meglio di Rembrandt e Vermeer. Con le frodi divenne ricco ma il suo fine segreto era un altro: voleva prendersi una rivincita su quanti, da ragazzo, gli avevano consigliato di lasciar perdere con la pittura.

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Non commise mai l’errore di copiare opere di Vermeer esistenti: creò invece dipinti nuovi, inserendo con cura della polvere nel falso appena terminato per provocare la claquelure (lo spontaneo reticolo di piccole crepe, tipico delle tele ad olio invecchiate. La sua genialità arrivò a tal punto che Meegeren, per rendere sempre più credibili i suoi falsi d’autore e ingannare così gli esperti, si adoperò per reperire materiali e pennelli usati 300 anni prima.

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Ha addirittura avuto l’ardire di vendere i suoi falsi anche ai gerarchi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando  si trovò un Johannes Vermeer, di cui non si sapeva nulla, nella raccolta del leader nazista Hermann Goering, Van Meegeren, fu accusato di collaborazionismo. Di fronte alla possibilità della pena di morte, Van Meegeren confessò di aver falsificato il dipinto. Silenzio in aula, il pennello all’artista! Per dimostrare la propria innocenza e quindi di avere raggirato il nemico, alleggerendo così la sua posizione, si mette a dipingere durante una delle udienze: riproducendo un Vermeer in modo tanto preciso da scagionarsi.Il giudice lasciò cadere le accuse di tradimento. Ma Van Meegeren fu arrestato di nuovo, questa volta per falso e truffa. Venne condannato a un anno di prigione, dove morì per un attacco cardiaco un mese dopo il processo.Forger-art-han-van-meegeren Han van Meegeren mentre dipinge il suo ultimo falso Gesù tra i dottori

Pirandello inedito, raccomandò il figlio per un posto di lavoro

Mi costa davvero tanto pubblicare la lettera in cui  Pirandello, scrittore amatissimo e mio conterraneo, raccomanda il figlio “il quale e’ ora a spasso” rivolta allo scrittore Bontempelli in una lettera del 1931 scritta da Parigi. Ma del resto anche gli angeli, si sa, possono camminare su qualche zoccolo.

Luigi e Stefano Pirandello
                     Luigi e Stefano Pirandello

«So da mio figlio Stefano che stai per dar nuova vita alla rivista “900”, ma in grande questa volta, e a foglio settimanale. Caro Massimo, desidererei tanto che la rubrica della critica letteraria tu l’affidassi al mio Stefano, il quale è ora a spasso. Egli s’è rimesso a lavorare seriamente, e quel posto gli servirebbe in tutti i modi. Conto sulla tua amicizia, e ti ringrazierò a cose fatte».

È una raccomandazione per il figlio 36enne disoccupato quella che Luigi Pirandello formulava allo scrittore Massimo Bontempelli in una lettera inedita, datata Parigi 15 gennaio 1931, custodita nel Fondo Manoscritti del Getty Research Institute di Los Angeles e ora pubblicata a cura di Giuseppe Faustini sulla rivista «Nuova Antologia». Stefano divenne poi autore teatrale con lo pseudonimo di Stefano Landi.

Stefano Pirandello
                        Stefano Pirandello

Nella stessa lettera la confessione della atroce solitudine:

«Io mi sento qua (ma ormai come dovunque) in un’atroce solitudine. Ho la consolazione di seguitare a deperir corporalmente sempre più, di giorno in giorno, come una promessa che presto finirò di patire. Ne sarebbe tempo».

Lo scrittore di Agrigento morirà cinque anni dopo, il 10 dicembre 1936.

Geliographic Studio

Mosca –  Un gruppo di artisti professionisti  condivide le stesse idee creative. Un filo rosso li lega alle grandi tradizioni russe di Andrei Rublev e Karl Briullov, passando da  Ivan Aivazovsky ai più famosi artisti d’avanguardia.

La pittura è dirompente,immediata, libera da schemi e convenzioni, dove la vita…piano piano  prende i colori inaspettati dell’arte. Galvanizzante.

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André Derain

Pittore francese fu tra le figure più significative del fauvismo

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Nel 1905 Gustave Moreau e decise di raggruppare alcune delle loro opere nella sala centrale del Salon d’Automne di Parigi  in modo da amplificare l’effetto dirompente delle loro singolarità. Il critico d’arteLouis Vauxcelles definì la sala come una “cage aux fauves” cioè una “gabbia delle belve”, per la “selvaggia” violenza espressiva del colore, steso in tonalità pure. Gli artisti presenti nella stanza centrale del Grand Palais erano Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck, Henry Manguin e Charles Camoin. Rispetto agli altri pittori fauve, Derain è più misurato, più luminoso, più sereno. tuttavia, non si distacca dall’estetica fauve: i colori caldi e freddi sono accostati in modo molto contrastante, stesi con pennellate larghe, pastose e libere.I Fauves furono attivi solo fino al 1908. Gravissima perdita per l’arte e la cultura per da spazio al successo del cubismo, visto come desiderio della forma e di una organizzazione maggiore che ponesse un freno all’assoluta libertà del colore.

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Frammenti d’arte: lettera di Van Gogh al fratello Theo

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“Mio caro Theo,
Anche se ti ho scritto solo poco tempo fa, questa volta ho qualcosa in più da dirvi.
Vale a dire che un cambiamento è avvenuto nel mio disegno, sia nel mio modo di farlo che nel risultato.
Spinto anche da una cosa o due che Mauve mi ha detto, ho iniziato a lavorare nuovamente da un modello dal vivo… Ho imparato a misurare e vedere e tentare le grandi linee. Così quello che mi sembrava essere disperatamente impossibile sta gradualmente diventando possibile, grazie a Dio…”

Nell’aprile 1885 Van Gogh finalmente realizza i ‘Mangiatori di patate’, una summa di tutti gli studi realizzati sino a quel momento ed il mio preferito in assoluto.

Nell'aprile 1885 Van Gogh  realizza i 'Mangiatori di patate', una summa di tutti gli studi realizzati sino a quel momento.

Eduard Bloch, il medico ebreo della famiglia Hitler

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Bloch curò la madre di Hitler,  Klara Pölzl, alla quale fu diagnosticato un cancro al seno. La donna morì il 21 dicembre 1907 dopo intense sofferenze per lenire le quali Bloch stesso le somministrava quotidianamente dei farmaci.A causa della situazione economica disagiate della famiglia di Hitler,  Bloch non si faceva pagare. Nel 1937 parlò di lui e lo chiamò un “Edeljude” (ebreo nobile). Nel 1938 Bloch scrisse una lettera a Hitler in cui chiese aiuto e quindi fu messo sotto protezione speciale dalla Gestapo: era l’unico ebreo a Linz con tale privilegio.Bloch rimase nella sua casa fino a che le formalità per la sua emigrazione non furono completate. Nel 1940 emigrò negli USA.

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Malgrado l’affetto evidente di Hitler verso Bloch, lo storico Rudolph Binion, coadiuvato da approfondite ricerche psicoanalitiche, ritiene che questo rapporto sia stato un fattore inconscio determinante all’antisemitismo di Hitler che successivamente provocò l’Olocausto.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Foto: jay satriani

Foto: jay satriani 

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi – Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

*Composta il 22 marzo 1950  annuncia il suicidio dello scrittore avvenuto  il 27 agosto dello stesso anno.
Foto personale
Foto personale