Stalin non era Stalin

Felix Dadaev il sosia di Stalin (a sinistra) e il vero Joseph Stalin (a destra)

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Felix Dadaev, ex ballerino e giocoliere,  è stato assoldato dal Cremlino per impersonare Stalin. Per più di mezzo secolo è rimasto in silenzio temendo una condanna a morte. Nel 2008, all’età di 88, e con l’apparente approvazione del regime di Putin,  è riuscito a pubblicare la sua autobiografia.

Dadaev era giovanissimo quando nel 1942 rimase ferito durante la liberazione di Grozny da parte dei russi. Era così malconcio che venne buttato in mezzo ai cadaveri prima che qualcuno si accorgesse che respirava ancora. Un ufficiale notò la sua straordinaria somiglianza con Stalin e per Dadaev, appena morto e risorto, cominciò una nuova vita. Dopo avere visto centinaia di filmati, provato e riprovato migliaia di volte l’andatura e le pose di Stalin e persino il suo modo di parlare, Dadaev fu portato all’esame finale: la visita al Cremlino dal generale Vlasik, capo della sicurezza personale del dittatore. «Restò stupefatto dalla somiglianza – racconta Dadaev -. Osservò la divisa, il braccio sinistro piegato, gli stivali. Mi chiese di camminare e di parlare». «Era importante – racconta – fare attenzione alla cadenza dei passi. Stalin si muoveva in modo marziale tra la gente, ma nelle riunioni con i collaboratori camminava lentamente e con aria pensosa».

“Con il tempo il make-up e la mia formazione erano completi, ero come lui in ogni modo, tranne forse per le orecchie. Erano troppo piccole”

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La più grande missione di Dadaev  è stata di volare a Yalta per la famosa conferenza nel febbraio del 1945.Il volo di Stalin è stato tenuto top secret, mentre quello di Dadaev enormemente pubblicizzato. “Due voli sono stati organizzati, con uno di loro finalizzato a distrarre l’attenzione di tutti” – ” Stalin era già a Yalta.«Ma non ha funzionato. Infatti due tentativi sono stati fatti a Yalta per uccidere il vero Stalin. La nostra Intelligence  non è riuscita a fermarli e  sette funzionari dell’ intelligence di alto rango hanno perso i loro posti.”

“Mamma li turchi…”, squallido e razzista.

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Mustafa Kemal Atatürk  è stato un militare e politico turco, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca nel 1923. E’ considerato l’eroe nazionale turco. Nella foto con la figlia adottiva, Ülkü Adatepe, c. 1936. L’Italia è repubblica dal ’46 e la prima legge sull’adozione è del maggio 1983. Così tanto per avere un raffronto immediato.

L’atavica, dubbia morale americana.

Il barone Wernher Magnus Maximilian von Braun ( foto) fu l’ideatore del disegno e della realizzazione dei razzi V-2 che colpirono Londra nel corso del secondo conflitto mondiale. Causando  2.754 morti e 6.523 feriti.VB3

 

La produzione dei V-2  ebbe luogo nei sotterranei di una fabbrica del campo di concentramento di Mittelbau-Dora, dove i lavoratori erano prigionieri ridotti in schiavitù. La fabbrica era diretta dalle SS e ‘indebolimento della manodopera causato dal massacrante lavoro nel campo di concentramento provocò, si stima, almeno 20.000 morti tra coloro che lavorarono al progetto.

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Alla fine della guerra si consegnò agli americani e divenne il capostipite del programma spaziale USA. Negli anni di collaborazione con la NASA, fu direttore del nuovo Marshall Space Flight Center nonché progettista del veicolo di lancio Saturn V, il superpropulsore che portò la missione Apollo sulla luna nel 1969, il vero coronamento di tutta la sua opera scientifica. Nel 1975 ricevette la National Medal of Science.

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Evviva il progresso, a tutti i costi!

La macabra tradizione di epoca vittoriana: le foto post mortem.

Dopo l’avvento della fotografia la gente iniziò a farsi fotografare assieme ai defunti per avere un ricordo indelebile di essi. Gli studi fotografici dell’epoca si organizzarono di conseguenza, organizzando le pose delle foto post mortem.

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Le foto post mortem furono particolarmente in voga nell’Epoca vittoriana, ove il tasso di mortalità infantile era molto elevato e non di rado le fotografie post mortem erano l’unica foto che i genitori avevano dei loro figli.

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Questo aspetto spiegherebbe perché i soggetti siano per lo più ritratti come se ancora fossero in vita; con gli occhi aperti, o così dipinti, o addirittura impegnati in piccole attività quotidiane. La successiva invenzione delle carte da visite, cioè delle foto-ritratto che consentivano di stampare più copie da un unico negativo, permise che le immagini fossero inviate ai parenti in ricordo dei defunti.(testo: wikipedia)

TRE DONNE DI UNA BAND CANTANO MENTRE HANNO UN ORGASMO

Un video incredibile

Le ADAM, una band olandese in cui cantano tre donne, interpretano la canzone ‘Go To Go‘ con un giocattolino sexy tra le gambe. La loro performance sta piacendo davvero moltissimo. Nel video sono inquadrate dalla vita in su, e si capisce bene il momento in cui grazie al vibratore raggiungono l’orgasmo anche se loro cercano in tutti i modi di dissimulare e mantenere la voce intonata con un’espressione normale.

  Il video diventa un successone ed io ho riso tanto, proprio tanto.

Il genio in una foto

V Conferenza di Solvay, 1927

Una generazione di scienziati alla Conferenza di Solvay, 1927
Dei 29 personaggi raffigurati, 17 erano o sarebbero diventati premi Nobel.

Una generazione di scienziati che ha dato tanto alla scienza, alla tecnica ed alla tecnologia del nostro pianeta.  Albert Einstein, Erwin Schrödinger, Wolfang Pauli, Werner Heisenberg(noto per il principio di indeterminazione), Paul Dirac(il “padre” dell’antimateria), Louis de Broglie, Max Born, Niels Bohr e Max Planck, (i due “giganti” dell’atomo) e Marie Curie (unica donna ad aver vinto 2 premi Nobel: per la fisica e per la chimica). Assenti giustificati: Enrico Fermi, Ettore Maiorana, il grande logico matematico Kurt Gödel, che divenne famoso solo nel 1931.

 

Eugen Weidmann. L’ultima volta che la ghigliottina venne impiegata pubblicamente.

Eugene Weidmann, un assassino decapitato davanti ad una grande folla la mattina del 17 giugno 1939
Eugene Weidmann, un assassino decapitato davanti ad una grande folla la mattina del 17 giugno 1939
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   La foto e il video (la cui visione sconsigliamo a un pubblico sensibile) mostrano l’ultima volta che la ghigliottina venne impiegata in Francia, pubblicamente. Era il 1939, fuori dalla prigione Saint-Pierre a Versailles, quando venne utilizzata per l’esecuzione di Eugene Weidmann, un assassino decapitato davanti ad una grande folla la mattina del 17 giugno.  La morbosità con cui i mezzi di informazione documentarono le fasi dell’esecuzione causò indignazione anche al di fuori della Francia, e il “comportamento isterico” degli spettatori fu così scandaloso che il Primo ministro Edouard Daladier bandì immediatamente tutte le future esecuzioni pubbliche.

 L’ultimo ad essere giustiziato  mediante ghigliottina è stato un criminale tunisino,  Hamida Djandoubi, per l’accusa di omicidio e tortura dell’ex fidanzata . Erano le 4 e 40 della mattina del 10 settembre 1977,  il tunisino salì i gradini del patibolo nel cortile di un carcere. Senza pubblico però.Quattro anni più tardi il presidente Mitterrand, ne abolì l’uso. Finì così una una storia che contò, in oltre duecento anni, decine di migliaia di teste mozzate.

Codex Gigas, la Bibbia del Diavolo

Secondo la leggenda, Lucifero stesso ha contribuito alla sua creazione.

Codex Gigas, la cosiddetta Bibbia del Diavolo. Secondo la leggenda, Lucifero stesso ha contribuito alla sua creazione.

Il  Codex Gigas è il più grande manoscritto medioevale esistente al mondo e attualmente si trova nella Biblioteca Nazionale di Svezia. Le sue dimensioni sono impressionanti: 92 cm di lunghezza, 50 cm di larghezza e 22 di spessore, e il peso totale è di 75 kg L’origine del Codex è attualmente sconosciuta. Una nota scritta a margine del manoscritto attesta che è stato impegnato nel monastero di Sedlec dai suoi proprietari, i monaci di Podlažice, nel 1295.

È conosciuto col nome di Bibbia del Diavolo per la grande illustrazione del demonio in esso contenuta e per la leggenda riguardo al fatto che l’autore, per scriverlo, abbia richiesto l’aiuto del demonio.Secondo la leggenda un monaco si impegnò, isolandosi nella sua cella, a produrre in una notte un’opera che glorificasse il suo monastero.

Il racconto trae certamente origine dalla convinzione medievale che la copiatura dei testi fosse una via privilegiata per l’espiazione dei propri peccati.Resosi però  conto che il compito era al di là dei suoi poteri, il monaco si decise ad invocare l’aiuto del diavolo.il diavolo aiutò il monaco, chiedendo in cambio di essere raffigurato nel codice e di prendere l’anima del monaco come pagamento. La leggenda afferma che il monaco scriba produsse l’intero manoscritto in una sola notte.Il monaco aveva espiato la sua colpa, ma preso dai rimorsi decise di rivolgersi alla Vergine Santa, implorandola di salvarlo. La Madonna accettò di aiutare il penitente, il quale morì pochi istanti prima di saldare il conto con il diavolo.