Annick Bouvattier e l’intimo compiacimento delle donne.

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Gesti apparentemente insignificanti, momenti banali, sguardi fugaci, parole non dette,  fianchi sinuosi, storie senza parole. Pittura di silenzi e di sopita passione, di caducità e di universale ammirazione. Annick Bouvattier dipinge la donna nel suo intimo compiacimento, nel suo spudorato candore.  E’ bella, giovane, senza falsa modestia e seducente. Molto seducente.

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R. Hagan – Il pittore della “quiete”

L’approccio di Hagan alla pittura è quello di tradurre scene di vita quotidiana in visioni romantiche, nostalgiche, dolcemente serafiche del mondo.  Donne in riflessione,  animali, bambini, barche a vela, uccelli della foresta pluviale, scene polverose dell’outback australiano. Nutrimento per l’anima.

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‘Lentamente muore’ – di Martha Medeiros

Foto: Óscar Barrera Tevar
Foto: Óscar Barrera Tevar

A Morte Devagar

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Martha Medeiros

L’arte onirica e surreale di Jim Warren

Pittore surrealista contemporaneo la cui produzione è caratterizzata da impetuose, oniriche, magiche, visioni. Evoca, in modo intimo ma potente, il mondo dell’inconscio, della vita interiore, del sogno con un tratto elegante e raffinato. Il suo lavoro spazia dal suo surrealismo ‘puro’, ai dipinti di critica sociale e ambientale, a quelli che semplicemente celebrano la bellezza della natura.

Una leggenda vivente nel mondo dell’arte.

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Aleksandr Michajlovič Rodčenko

Pittore, fotografo e grafico russo.

«Se si desidera insegnare all’occhio umano a vedere in una nuova maniera, è necessario mostrargli gli oggetti quotidiani e familiari da prospettive ed angolazioni totalmente inaspettati e in situazioni inaspettate; gli oggetti nuovi dovrebbero essere fotografati da angolazioni differenti per offrire una rappresentazione completa dell’oggetto.»

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Tra i più grandi protagonisti dell’avanguardia russa collaborò alla costituzione del movimento costruttivista che rifiutava il culto dell'”arte per l’arte” a favore dell’arte come pratica diretta verso scopi sociali. Cominciò ad avvicinarsi alla fotografia per produrre materiali utili ai suoi fotomontaggi in un paese, la Russia, in cui vi era un alto tasso di analfabetismo,  rivelatisi un innovativo ed efficace mezzo di comunicazione. Introdusse,così, in fotografia i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione. Il “Metodo Rodčenko” si trasformò col tempo in un repertorio di “figure retoriche” a cui si sono ispirate le generazioni successive.

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Con Rodčenko la fotografia documentaria è diventata arte.

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Potente,esplosiva sinergia di colore, di luce elegantemente  a metà tra il concreto e l’onirico, tra il reale ed il surreale, tra il passato e il presente. Psicoanalitico.

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Donne  morbide, attraenti, erotiche  che si lasciano osservare da sguardi malinconici e indecisi.  Le pose sono ammiccanti , gli sguardi appesi a un punto indefinito.Serhiy Reznichenko - Tutt'Art@ - (11)

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L’ossimoro della fotografia astratta

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Non rappresenta il soggetto e il suo contenuto in maniera letterale, perché non  riproduce fedelmente la realtà ma comunica attraverso il colore, la forma e le  curve di un dettaglio diverso che diventa il vero propulsore e messaggio.

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 L’astrattismo restituisce alle forme la loro originale indeterminatezza, confusione e polivalenza di significati lasciando all’osservatore la possibilità di attribuire  un suo significato e trarre una propria soddisfazione. Una forma d’arte non cognitiva e razionale  ma prioritariamente istintiva ed emotiva. Un modo per guardare le cose e il mondo in maniera completamente diversa.Examples-of-Abstract-Photography2 Examples-of-Abstract-Photography4 Examples-of-Abstract-Photography7 Examples-of-Abstract-Photography8 Examples-of-Abstract-Photography9 Examples-of-Abstract-Photography12 Examples-of-Abstract-Photography21 Examples-of-Abstract-Photography26 Examples-of-Abstract-Photography27

Han van Meegeren, il più abile falsario di tutti i tempi.

Han van Meegeren fu il più abile falsario che l’Europa abbia mai conosciuto, capace di bidonare chiunque grazie a una tecnica incredibile e alla conoscenza dei più raffinati metodi di sofisticazione.

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Han van Meegeren

Da giovane venne considerato un artista fallito. Per i suoi docenti all’Accademia di Belle Arti non sarebbe mai stato un artista nel vero senso del termine. La manualità c’èra ma mancavano la genialità,meglio dedicarsi ad altro. E difatti cominciò ad apprendere le tecniche di falsificazione da Theo Van Wijngaarden, famoso restauratore e falsario operante ad Amsterdam in quel periodo. Un po’ sbruffone, van Meegeren si vantava di imitare Rembrandt e Vermeer meglio di Rembrandt e Vermeer. Con le frodi divenne ricco ma il suo fine segreto era un altro: voleva prendersi una rivincita su quanti, da ragazzo, gli avevano consigliato di lasciar perdere con la pittura.

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Non commise mai l’errore di copiare opere di Vermeer esistenti: creò invece dipinti nuovi, inserendo con cura della polvere nel falso appena terminato per provocare la claquelure (lo spontaneo reticolo di piccole crepe, tipico delle tele ad olio invecchiate. La sua genialità arrivò a tal punto che Meegeren, per rendere sempre più credibili i suoi falsi d’autore e ingannare così gli esperti, si adoperò per reperire materiali e pennelli usati 300 anni prima.

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Ha addirittura avuto l’ardire di vendere i suoi falsi anche ai gerarchi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando  si trovò un Johannes Vermeer, di cui non si sapeva nulla, nella raccolta del leader nazista Hermann Goering, Van Meegeren, fu accusato di collaborazionismo. Di fronte alla possibilità della pena di morte, Van Meegeren confessò di aver falsificato il dipinto. Silenzio in aula, il pennello all’artista! Per dimostrare la propria innocenza e quindi di avere raggirato il nemico, alleggerendo così la sua posizione, si mette a dipingere durante una delle udienze: riproducendo un Vermeer in modo tanto preciso da scagionarsi.Il giudice lasciò cadere le accuse di tradimento. Ma Van Meegeren fu arrestato di nuovo, questa volta per falso e truffa. Venne condannato a un anno di prigione, dove morì per un attacco cardiaco un mese dopo il processo.Forger-art-han-van-meegeren Han van Meegeren mentre dipinge il suo ultimo falso Gesù tra i dottori

Elliott Erwitt – “Obiettivo” sferzante sul nonsense umano.

Le fotografie in bianco e nero di Erwitt rivelano con “ delicato” sarcasmo le emozioni basiche e le illusioni contraddittorie degli esseri umani. Riescono a   immortalare  una realtà esteriore gonfiata, pomposa e inconsapevolmente ironica, sgonfiandone sardonicamente la falsità e mettendone  in mostra  l’ipocrisia. Attraverso le sue immagini percepiamo la fragilità della linea di demarcazione tra l’estetico e l’introspettivo, tra il senso e il non senso, tra la forma e l’essenza. Geniale.

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Erwitt utilizza un umorismo paradossale e fantastico mediante un gioco di accostamenti grotteschi, surreali e  assurdi e sfrutta la coincidenza, l’avvenimento fortuito e bizzarro come metafora per riflettere con sguardo irridente sulle vicende umane.

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“Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato né analizzato.Elliott Erwitt

Calvino, poeta

Poesia senza titolo, nella sezione Poesie e invenzioni oulipiennes.

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Foto: Kevin Corrado

Visitando necropoli con donne
viene l’ora del tè: già il pomeriggio
è andato. E s’avvicina l’ora
di cominciare un nuovo amore
e insieme l’ora di finirlo.
Così passa l’età. Chissà se un segno
lasceremo, magari senza accorgercene:
una pietra squadrata tra le pietre
dell’enorme piramide, o una spoglia
d’ossa in un loculo.

Italo Calvino