Russia – La carestia ‘Povolzhye’ e il cannibalismo del 1921

Attenzione le immagini dell’epoca sono “molto crude” e  possono turbare la vostra sensibilità .

( Contadini russi con i resti degli esseri umani cannibalizzati – 1921)
( Contadini russi con i resti degli esseri umani cannibalizzati – 1921)

Iniziò nella primavera del 1921 e durò fino al 1923. Più di 5 milioni di persone sono morte durante l’anno e mezzo e  molti di loro sono morti perché proprio non avevano niente da mangiare e alcuni di loro caddero preda dei loro vicini, dei loro genitori o dei figli. Per sopravvivere in quelle condizioni terribili la gente mangiava i cadaveri dei loro familiari che morivano di stenti.  I casi di cannibalismo di solito non sono stati considerati come un vero e proprio crimine, la sopravvivenza era più importante. In ogni caso, queste persone sono state arrestate e giudicate dai tribunali, anche se il cannibalismo era diventata una pratica comune.Ad un certo punto le agenzie umanitarie internazionali furono costrette a fornire prima da mangiare i al personale delle ferrovie per metterli in grado di spostare i rifornimenti.

Causata da una combinazione di effetti, come i danni provocati alla produzione agricola già dalla prima guerra mondiale e, in seguito, dagli scontri della Rivoluzione russa e della guerra civile con la sua  politica caratteristica. Prima della carestia tutte le parti coinvolte nella guerra civile russa del 1918-20, i Bolscevichi, i Bianchi, gli Anarchici, le nazionalità secessioniste, avevano fatto uso dell’antica tattica della “terra bruciata”: avevano razziato il cibo a chi lo produceva per darlo alle loro armate e ai loro sostenitori, e lo avevano negato ai nemici.

La American Relief Administration, che Herbert Hoover aveva formato per aiutare dall’inedia causata dalla prima guerra mondiale, aveva offerto assistenza a Lenin nel 1919 a condizione che avessero a disposizione la rete ferroviaria russa e che il cibo fosse distribuito imparzialmente; Lenin rifiutò quella che giudicò un’interferenza negli affari interni russi.