Siria, video di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo:”possiamo essere uccise”

Video messaggio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due ragazze italiane rapite in Siria dal Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qaida.

Pubblicato il 01 gen 2015

“Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Supplichiamo il nostro governo ed i loro mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in grande pericolo e possiamo essere uccise. Il nostro governo ed i mediatori sono responsabili delle nostre vite.”

Il Fronte al-Nuṣra è un gruppo di rivoltosi armati attivo in Siria ed in Libano, affiliato ad al-Qaida.

TRE DONNE DI UNA BAND CANTANO MENTRE HANNO UN ORGASMO

Un video incredibile

Le ADAM, una band olandese in cui cantano tre donne, interpretano la canzone ‘Go To Go‘ con un giocattolino sexy tra le gambe. La loro performance sta piacendo davvero moltissimo. Nel video sono inquadrate dalla vita in su, e si capisce bene il momento in cui grazie al vibratore raggiungono l’orgasmo anche se loro cercano in tutti i modi di dissimulare e mantenere la voce intonata con un’espressione normale.

  Il video diventa un successone ed io ho riso tanto, proprio tanto.

Piccoli pregiudizi sui ladri

Avete mai sentito parlare degli esperimenti di Milgram del ’61 che  simulavano davanti a testimoni inconsapevoli  una scossa elettrica? Bene, questi video seguono più o meno la stessa logica: la reazione della gente che assiste ad un borseggio. Nel primo video il ladro è un “nero”, nel secondo un “bianco”.

Secondo voi ci sarà differenza?

Il primo omicidio politico filmato della storia

Alessandro Karađorđević  primo re di Jugoslavia. 17/10/1934

Re Alessandro I di Jugoslavia e Louis Barthou (ministro degli Esteri francese), il giorno del loro assassinio per mano di  Vlado Chernozemski, 1934.
Re Alessandro I di Jugoslavia e Louis Barthou (ministro degli Esteri francese), il giorno del loro assassinio per mano di Vlado Chernozemski, 1934.

Dopo l’assassinio del principe di Serbia Mihailo III Obrenović, il suo successore Milan IV, nel maggio del 1868, fece inserire nella costituzione una norma che prevedeva l’esilio per la famiglia rivale Karađorđević e la confisca di tutti i suoi beni, poiché sospettata di aver progettato l’attentato.

L’11 giugno 1903 venne messo in atto il colpo di Stato che vedeva impegnati gli alti gradi dell’esercito serbo per deporre il re Alessandro Obrenović a causa dell’instabilità dinastica seguita al matrimonio con Draga Mašin: i sovrani furono uccisi e il Parlamento serbo designò il principe Pietro Karađorđević nuovo Re di Serbia.

Terminato il conflitto mondiale, il 1º dicembre 1918, Alessandro ricevette una delegazione del Consiglio nazionale del neonato Stato degli Sloveni, Croati e Serbi che gli chiedeva di annettere la loro nazione che non godeva di alcun riconoscimento internazionale al Regno di Serbia. Alessandro accettò, e quello stesso giorno nacque il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni di cui re Pietro I accettò la corona.

Nell’agosto del 1928 il deputato nazionalista serbo Puniša Račić, ferì a morte il collega del Partito Contadino Croato Stjepan Radić: l’episodio creò una forte instabilità politica e diede il via a numerosi conflitti interetnici. Il 6 gennaio 1929, quando la situazione gli parve insostenibile, Alessandro sciolse il parlamento, revocò la Costituzione ed instaurò una dittatura personale (denominata “dittatura del sei gennaio” – Šestojanuarska diktatura). Furono vietate tutte le organizzazioni politiche, sindacali e religiose, fu imposta la censura alla stampa. Venne creato un tribunale speciale per la difesa dello Stato che perseguiva tutti i reati politici, la lesa maestà e i comportamenti anti-nazionali; particolarmente sorvegliati furono gli aderenti al Partito comunista.

Il 6 ottobre, Alessandro si imbarcò alla volta di Marsiglia dove sbarcò alle quattro del pomeriggio, accolto dal Ministro degli esteri francese Louis Barthou. I due salirono a bordo di una vettura Delage scoperta. Alle quattro e un quarto del pomeriggio, Vlado Černozemski, appartenente all’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone che mirava all’indipendenza della Macedonia dalla Jugoslavia, si avvicinò alla vettura reale, si aggrappò alla fiancata e svuotò il caricatore della sua Mauser C96 sul re e sul ministro Barthou. Immediatamente gli agenti di scorta aprirono il fuoco all’impazzata, e Černozemski fu ucciso. Alessandro, alle cinque, perse conoscenza e morì. Il ministro Barthou fu trasportato all’ospedale Hôtel-Dieu dove si spense il giorno successivo: l’autopsia mostrò che le pallottole che lo uccisero erano quelle sparate dalla polizia francese.