Lo strano caso di William West

Foto segnaletica di due persone diverse ma con lo stesso nome e le medesime misure antropometriche.

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Nel 1903, un prigioniero di nome Will West arriva nella prigione di Leavenworth, nello stato di Washington. Mentre si stava schedando [ scheda N° 3426] gli addetti si accorsero che quel nome gli era già familiare e che anche le misure fisiche prese nonché la foto segnaletica erano uguali a quelle di un altro detenuto con lo stesso nome ma schedato mesi prima [scheda N°2626].

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Il direttore del carcere, McCloughty, ordinò di portargli i due uomini e controllò personalmente le misure, ma queste combaciavano quasi perfettamente. Improvvisamente gli venne in mente un nuovo sistema di cui aveva letto: le impronte digitali. Così,dopo averle confrontate, si accertò che i due soggetti erano due persone diverse ( guardandole doveva essere complicato).

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Il caso West screditò simultaneamente i tre metodi  in uso fino ad allora, quali l’identificazione del nome personale, la foto segnaletica e le misure fisiche di Bertillon(Sistema di riconoscimento biometrico). Nello stesso tempo confermò l’accuratezza e l’utilità dell’identificazione dell’impronta digitale che da quel momento divenne il metodo elettivo delle investigazioni legali.

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Sincronicità

Sincronicità è il termine introdotto per la prima volta dallo psicanalista  Carl Gustav Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra due o più eventi diversi ( coincidenze) che avvengono in modo sincrono e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato.

Robert Todd Lincoln
Robert Todd Lincoln

L’uomo in foto è Robert Todd Lincoln, figlio di Abramo Lincoln, che nel 1864 alla stazione del New Jersey e in attesa di salire su un treno, barcollò in avanti e cadde tra i binari. Subito prima della tragedia fu preso per il colletto e tirato in salvo sulla banchina. Il suo soccorritore era Edwin Booth:

Edwin Booth
Edwin Booth

Edwin Booth era  il fratello dell’uomo che avrebbe da lì a poco ucciso il presidente Lincoln:

John Wilkes Booth e ricostruzione omicidio Lincoln
John Wilkes Booth e ricostruzione omicidio Lincoln

Robert Todd Lincoln, resta comunque famoso per aver  sfiorato e schivato la morte innumerevoli volte. La notte in cui John Wilkes Booth assassinò suo padre, avrebbe dovuto essere presente in teatro e solo all’ultimo momento decise di rimanere a casa.

Diciassette anni più tardi, nel 1881, accettò l’incarico di Secretary of War da parte del neo-eletto Presidente James Garfield, ed era presente quando questi fu assassinato da Charles Guiteau.

Vent’anni dopo, nel 1901, fu invitato all’inaugurazione della Pan American Exposition a Buffalo, New York, e durante la cerimonia un anarchico polacco, Leon Czolgosz, sparò al Presidente William McKinley, uccidendolo.

Dopodiché Robert Todd Lincoln dichiarò pubblicamente, giustamente, che non avrebbe mai più accettato inviti dai Presidenti Americani. Sollievo e fine del ‘palpeggiamento’ collettivo anti iella.

Emmett Till – Il ragazzo brutalmente assassinato per motivi razziali.

Emmett Till - Il ragazzo brutalmente assassinato per motivi razziali.
Emmett Till – Il ragazzo brutalmente assassinato per motivi razziali.

Emmett Louis “Bobo” Till (Chicago, 25 luglio 1941 – Money, 28 agosto 1955) era un ragazzo afroamericano brutalmente massacrato e assassinato per motivi razziali a Money, Mississippi. La sua morte è ricordata come uno degli eventi chiave che ha rafforzato il nascente movimento per i diritti civili statunitensi. I principali sospettati, Roy Bryant e il fratellastro W. Milam, vennero assolti.[ sem.cit. wikipedia]

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Gli eventi

Till Il 24 agosto si recò, assieme ad altri ragazzi, al Bryant’s Grocery and Meat Market per acquistare dolciumi e bibite. Till aveva mostrato loro delle foto della sua vita a Chicago, compresa una di lui con i suoi amici e la sua fidanzata, una ragazza bianca: i ragazzi non riuscivano a credere che Emmett fosse fidanzato con una bianca, e lo sfidarono a rivolgere la parola a una donna bianca nel negozio. Mentre Till stava lasciando il locale, apparentemente disse “Bye, baby” a Carolyn Bryant, una donna bianca, sposata. Quando il marito di Carolyn, Roy, venne a sapere questo fatto al momento del suo ritorno in città qualche giorno dopo, si infuriò e decise di fargliela pagare.

Roy Bryan, left, and J W Milam
Roy Bryan, left, and J W Milam

La madre di Till pretese per il figlio una cerimonia funebre pubblica, con la bara aperta, perché tutti potessero vedere come il ragazzo fosse stato torturato e assassinato: era stato picchiato, gli era stato cavato un occhio, gli avevano sparato e l’avevano infine gettato nel fiume Tallahatchie con legata al collo una pala di una ginnatrice (strumento usato per la lavorazione del cotone) come zavorra con del filo spinato. Il cadavere rimase nel fiume per tre giorni prima di essere scoperto e recuperato da due pescatori.0

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Il 23 settembre dello stesso anno la giuria, composta da 12 maschi, tutti bianchi, assolse gli imputati. Il verdetto fu pronunciato in soli 67 minuti; uno dei giurati disse che si erano presi una “pausa per prendersi una bibita” per allungare il tempo fino a un’ora “per farlo sembrare vero”.

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Roy Bryan, left, and J W Milam

Nel gennaio del 1956, in un articolo sulla rivista Look per il quale vennero pagati 4.000 dollari, J.W. Milam e Roy Bryant ammisero al giornalista William Bradford Huie di aver ucciso Till: non temevano di venire processati due volte per lo stesso crimine, in forza del principio del ‘non bis in idem’, sancito dalla Costituzione americana.

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Antonia Pozzi – Preghiera alla poesia

Foto Nicki Upstairs
Foto Nicki Upstairs

Preghiera alla poesia

Oh, tu bene mi pesi
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu mio cuore,
ho rotto l’erba,
rovinata la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

Antonia Pozzi 

(da Parole)

R. Hagan – Il pittore della “quiete”

L’approccio di Hagan alla pittura è quello di tradurre scene di vita quotidiana in visioni romantiche, nostalgiche, dolcemente serafiche del mondo.  Donne in riflessione,  animali, bambini, barche a vela, uccelli della foresta pluviale, scene polverose dell’outback australiano. Nutrimento per l’anima.

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‘Lentamente muore’ – di Martha Medeiros

Foto: Óscar Barrera Tevar
Foto: Óscar Barrera Tevar

A Morte Devagar

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Martha Medeiros

Alice Austen, la prima fotoreporter donna.

Alice Austen
Alice Austen

Alice Austen  fu la prima, intraprendente ‘fotoreporter’ che nel 1896 ebbe l’idea, audace  e anticonformista, di documentare le varie professioni in voga nella New York dell’epoca. Dopo aver ricevuto in dono una macchina fotografica da uno zio di origini danesi, Oswald Müller, Alice si dedicò all’inizio agli scatti della sua famiglia. Successivamente fece la coraggiosa, originale ed insolita scelta di immortalare la vita di strada: dipendenti comunali, poliziotti, postini, vigili del fuoco, spazzini,  tassisti, venditori ambulanti, arrotini, lustrascarpe. Migranti,europei soprattutto, che hanno creduto e sperato profondamente, ogni santo giorno, in una vita migliore negli States. Gli scatti che state per vedere appartengono alla Library of Congress americana.

Venditore di stringhe
Venditore di stringhe
Suonatori di organetto
Suonatori di organetto
Newspaper boys
Newspaper boys
Venditore di spugne
Venditore di spugne
Arrotino
Arrotino
Giornalaio
Giornalaio
Tassista
Tassista
Mestiere collaterale del tassista
Mestiere collaterale del tassista
Venditori di pretzel
Venditori di pretzel
Immigrati in attesa di tempi migliori
Immigrati in attesa di tempi migliori
Postino
Postino
Netturbino
Netturbino

Storia – Il carbone belga e la schiavitù degli italiani.

Rital è un termine dell’argot popolare francese che indicava gli italiani immigrati in Francia e Belgio prima e dopo la seconda guerra mondiale. Possiede una connotazione ingiuriosa nei confronti dei nostri connazionali che  lavoravano  nelle miniere di carbone  e il cui reclutamento venne favorito da un accordo concluso nel 1922 fra il Governo italiano e la Federazione Carbonifera belga che consentiva a quest’ultima di reclutare ufficialmente in Italia.

Belgio, circa 1900.
Belgio, circa 1900.

Appena dopo la Seconda Guerra Mondiale l’emigrazione italiana verso il Belgio, in particolare verso le miniere di carbone, assume dimensioni consistenti, favorita anche dal “Protocollo Italo-Belga” firmato a Roma il 23 Giugno 1946 e aggiornato il 26 aprile 1947” per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio” al ritmo di 2000 a settimana. In cambio il Governo belga si impegna a vendere mensilmente all’Italia un minimo di 2.500 t. di carbone ogni 1.000 minatori immigrati. Quell’accordo fu chiamato  “UOMO -CARBONE”. Il contratto prevede 5 anni di miniera, con l’obbligo tassativo, pena l’arresto,di farne almeno uno.

QUANDO GLI EMIGRANTI ERAVAMO NOI37

Nei comuni italiani iniziarono a comparire dei manifesti che informavano della possibilità di questo lavoro  ma per quanto riguarda le mansioni effettive, diceva molto poco. Il viaggio in treno verso il Belgio durava tre giorni e tre notti. Non c’erano vagoni degni di tale nome, né servizi igienici. Arrivati a destinazione gli alloggiati si trovavano in ex campi di concentramento: baracche di legno, di lamiere ondulate, letti a castello, materassi di paglia e biancheria sudicia.

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         E nel frattempo fatica, sangue,dolore e morti, tanti!

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Paul Eluard – L’amorosa

Foto Colin Dixon
Foto Colin Dixon

L’amorosa

Lei è in piedi sulle mie palpebre

E i suoi capelli sono nei miei,

Lei ha la forma delle mie mani,

Lei ha il colore dei miei occhi,

Lei è sprofondata dentro la mia ombra

Come una pietra sopra il cielo.

Lei ha sempre gli occhi aperti

E non mi lascia dormire.

I suoi sogni in piena luce

Fanno evaporare i soli,

Mi fanno ridere, piangere e ridere

Parlare senza avere niente da dire.

da  Morire di non morire (1924)

L’arte onirica e surreale di Jim Warren

Pittore surrealista contemporaneo la cui produzione è caratterizzata da impetuose, oniriche, magiche, visioni. Evoca, in modo intimo ma potente, il mondo dell’inconscio, della vita interiore, del sogno con un tratto elegante e raffinato. Il suo lavoro spazia dal suo surrealismo ‘puro’, ai dipinti di critica sociale e ambientale, a quelli che semplicemente celebrano la bellezza della natura.

Una leggenda vivente nel mondo dell’arte.

Jim Warren 1949   - American Fantasy and Surrealist painter -

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Jim Warren 1949   - American Fantasy and Surrealist painter - Tutt'Art@ surreal-painting-by-jim-warren (20) Jim Warren 1949   - American Fantasy and Surrealist painter - Tutt'Art@ (4) 21809_10151131469556790_556903876_n Jim Warren 1949   - American Fantasy and Surrealist painter - Tutt'Art@ (1)

Stanley Kubrick fotografo

“Per un breve periodo di tempo Kubrick si dedicò completamente alla fotografia, ritraendo la realtà del dopoguerra americano attraverso attimi rubati a personaggi noti o a fugaci figure metropolitane, dando alla luce scatti che, per la loro umanità, sembrano varcare il confine del tempo. Sotto quest’ottica, colpiscono in particolar modo gli scatti ‘spontanei’ realizzati per le strade di New York, vera e propria rassegna intimista delle varie anime che popolavano la città all’epoca del secondo dopoguerra.”

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