R. Hagan – Il pittore della “quiete”

L’approccio di Hagan alla pittura è quello di tradurre scene di vita quotidiana in visioni romantiche, nostalgiche, dolcemente serafiche del mondo.  Donne in riflessione,  animali, bambini, barche a vela, uccelli della foresta pluviale, scene polverose dell’outback australiano. Nutrimento per l’anima.

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‘Lentamente muore’ – di Martha Medeiros

Foto: Óscar Barrera Tevar
Foto: Óscar Barrera Tevar

A Morte Devagar

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Martha Medeiros

Alice Austen, la prima fotoreporter donna.

Alice Austen
Alice Austen

Alice Austen  fu la prima, intraprendente ‘fotoreporter’ che nel 1896 ebbe l’idea, audace  e anticonformista, di documentare le varie professioni in voga nella New York dell’epoca. Dopo aver ricevuto in dono una macchina fotografica da uno zio di origini danesi, Oswald Müller, Alice si dedicò all’inizio agli scatti della sua famiglia. Successivamente fece la coraggiosa, originale ed insolita scelta di immortalare la vita di strada: dipendenti comunali, poliziotti, postini, vigili del fuoco, spazzini,  tassisti, venditori ambulanti, arrotini, lustrascarpe. Migranti,europei soprattutto, che hanno creduto e sperato profondamente, ogni santo giorno, in una vita migliore negli States. Gli scatti che state per vedere appartengono alla Library of Congress americana.

Venditore di stringhe
Venditore di stringhe
Suonatori di organetto
Suonatori di organetto
Newspaper boys
Newspaper boys
Venditore di spugne
Venditore di spugne
Arrotino
Arrotino
Giornalaio
Giornalaio
Tassista
Tassista
Mestiere collaterale del tassista
Mestiere collaterale del tassista
Venditori di pretzel
Venditori di pretzel
Immigrati in attesa di tempi migliori
Immigrati in attesa di tempi migliori
Postino
Postino
Netturbino
Netturbino

Storia – Il carbone belga e la schiavitù degli italiani.

Rital è un termine dell’argot popolare francese che indicava gli italiani immigrati in Francia e Belgio prima e dopo la seconda guerra mondiale. Possiede una connotazione ingiuriosa nei confronti dei nostri connazionali che  lavoravano  nelle miniere di carbone  e il cui reclutamento venne favorito da un accordo concluso nel 1922 fra il Governo italiano e la Federazione Carbonifera belga che consentiva a quest’ultima di reclutare ufficialmente in Italia.

Belgio, circa 1900.
Belgio, circa 1900.

Appena dopo la Seconda Guerra Mondiale l’emigrazione italiana verso il Belgio, in particolare verso le miniere di carbone, assume dimensioni consistenti, favorita anche dal “Protocollo Italo-Belga” firmato a Roma il 23 Giugno 1946 e aggiornato il 26 aprile 1947” per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio” al ritmo di 2000 a settimana. In cambio il Governo belga si impegna a vendere mensilmente all’Italia un minimo di 2.500 t. di carbone ogni 1.000 minatori immigrati. Quell’accordo fu chiamato  “UOMO -CARBONE”. Il contratto prevede 5 anni di miniera, con l’obbligo tassativo, pena l’arresto,di farne almeno uno.

QUANDO GLI EMIGRANTI ERAVAMO NOI37

Nei comuni italiani iniziarono a comparire dei manifesti che informavano della possibilità di questo lavoro  ma per quanto riguarda le mansioni effettive, diceva molto poco. Il viaggio in treno verso il Belgio durava tre giorni e tre notti. Non c’erano vagoni degni di tale nome, né servizi igienici. Arrivati a destinazione gli alloggiati si trovavano in ex campi di concentramento: baracche di legno, di lamiere ondulate, letti a castello, materassi di paglia e biancheria sudicia.

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         E nel frattempo fatica, sangue,dolore e morti, tanti!

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Paul Eluard – L’amorosa

Foto Colin Dixon
Foto Colin Dixon

L’amorosa

Lei è in piedi sulle mie palpebre

E i suoi capelli sono nei miei,

Lei ha la forma delle mie mani,

Lei ha il colore dei miei occhi,

Lei è sprofondata dentro la mia ombra

Come una pietra sopra il cielo.

Lei ha sempre gli occhi aperti

E non mi lascia dormire.

I suoi sogni in piena luce

Fanno evaporare i soli,

Mi fanno ridere, piangere e ridere

Parlare senza avere niente da dire.

da  Morire di non morire (1924)

L’arte onirica e surreale di Jim Warren

Pittore surrealista contemporaneo la cui produzione è caratterizzata da impetuose, oniriche, magiche, visioni. Evoca, in modo intimo ma potente, il mondo dell’inconscio, della vita interiore, del sogno con un tratto elegante e raffinato. Il suo lavoro spazia dal suo surrealismo ‘puro’, ai dipinti di critica sociale e ambientale, a quelli che semplicemente celebrano la bellezza della natura.

Una leggenda vivente nel mondo dell’arte.

Jim Warren 1949   - American Fantasy and Surrealist painter -

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Stanley Kubrick fotografo

“Per un breve periodo di tempo Kubrick si dedicò completamente alla fotografia, ritraendo la realtà del dopoguerra americano attraverso attimi rubati a personaggi noti o a fugaci figure metropolitane, dando alla luce scatti che, per la loro umanità, sembrano varcare il confine del tempo. Sotto quest’ottica, colpiscono in particolar modo gli scatti ‘spontanei’ realizzati per le strade di New York, vera e propria rassegna intimista delle varie anime che popolavano la città all’epoca del secondo dopoguerra.”

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Aleksandr Michajlovič Rodčenko

Pittore, fotografo e grafico russo.

«Se si desidera insegnare all’occhio umano a vedere in una nuova maniera, è necessario mostrargli gli oggetti quotidiani e familiari da prospettive ed angolazioni totalmente inaspettati e in situazioni inaspettate; gli oggetti nuovi dovrebbero essere fotografati da angolazioni differenti per offrire una rappresentazione completa dell’oggetto.»

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Tra i più grandi protagonisti dell’avanguardia russa collaborò alla costituzione del movimento costruttivista che rifiutava il culto dell'”arte per l’arte” a favore dell’arte come pratica diretta verso scopi sociali. Cominciò ad avvicinarsi alla fotografia per produrre materiali utili ai suoi fotomontaggi in un paese, la Russia, in cui vi era un alto tasso di analfabetismo,  rivelatisi un innovativo ed efficace mezzo di comunicazione. Introdusse,così, in fotografia i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione. Il “Metodo Rodčenko” si trasformò col tempo in un repertorio di “figure retoriche” a cui si sono ispirate le generazioni successive.

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Con Rodčenko la fotografia documentaria è diventata arte.

La campagna pubblicitaria di Terre des hommes: non giudicare il valore di una donna dai suoi vestiti.

Camicia a collo alto, la ragazza è «prude» (puritana) se invece è molto scollata è «whore» (prostituta).
Camicia a collo alto, la ragazza è «prude» (puritana) se invece è molto scollata è «whore» (prostituta).

Il valore di una donna non dovrebbe mai essere associato alla scollatura o all’altezza dei suoi tacchi. È il senso di “Don’t measure a woman’s worth by her clothes”, la nuova campagna pubblicitaria realizzata dalla Federazione internazionale Terre des Hommes in difesa di tutte quelle donne che ogni giorno devono fare i conti con i pregiudizi e gli stereotipi.

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I disegni sono opera di Theresa Wlokka e gli studenti della Miami Ad School di Amburgo, in Germania.
I disegni sono opera di Theresa Wlokka e gli studenti della Miami Ad School di Amburgo, in Germania.

Ed ecco la “scala” dei gradi di giudizio a cui una donna è sottoposta:​

– puritana

– vecchio stampo

– noiosa

– provocatrice

– sfacciata

– che se la cerca

– poco di buono

– prostituta

Albert Einstein con l’amante, una spia russa.

Scoperte le lettere che lo scienziato scrisse a una spia russa incaricata di scoprire i segreti dell’atomica: ‘Tutto qui mi ricorda di te, in questo mio nido solitario come la cella di un eremita’.

Albert Einstein con la sua amante, Margarita Konenkova, una spia russa, circa 1946

Si chiamava Margarita Konenkova, moglie dello scultore Sergei Konenkov nonche’ ex amante del celebre basso Boris Chaliapin e del compositore Sergei Rachmaninoff. Donna affascinante e di modi raffinati riuscì a sedurre Albert Einstein con l’intenzione di carpire i segreti del “Progetto Manhattan”, ovvero della bomba atomica. Il rapporto nascosto fra lo scienziato e Margarita duro’ una decina d’anni e lo rivelano alcune lettere d’amore che un erede della Konenkova si è deciso a vendere dopo più di mezzo secolo e scritte da Eistein in persona tra il ’45 e il ’46. Sulle lettera figura sempre la sigla ‘Almar’, formata dall’unione di Albert e Margarita.

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 Compiuta la sua missione in America, alla fine della guerra la donna tornò a Mosca dove fu decorata per i servizi resi al Kgb direttamente da Stalin. Oggi si conosce la sua vera professione grazie alle memorie del capo delle operazioni speciali del Kgb, Pavel Sudaplatov, pubblicate nel 1995. Sudaplatov era il grande manipolatore delle spie infiltrate compresa la suddetta Konenkova, nome in codice ‘agente Lukas’. Quando Margarita rientrò a Mosca nel 1945 la corrispondenza si interruppe con una frase che lascia capire l’atmosfera della guerra fredda: «Con questa lettera, se la ricevi, ti mando anche i miei baci. Che il diavolo si porti chiunque la intercetti».

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Servizio postale

Nel 1913, il servizio postale degli Stati Uniti ha istituì il “Domestic parcel service”.

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Alcune famiglie americane  presero al volo tale possibilità riuscendo a spedire alcuni pacchi particolarmente ‘delicati’, i loro figli. Spedire un bambino sotto gli 11 kg, infatti, costava meno di un biglietto da viaggio, ovviamente con tanto di timbri e francobolli sui vestiti.

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